STUDIO PILOTA CHE CONFRONTA LA SALUTE DI BAMBINI AMERICANI VACCINATI E BAMBINI NON VACCINATI DI ETA’ COMPRESA TRA I 6 E I 12 ANNI

STUDIO PILOTA CHE CONFRONTA LA SALUTE DI BAMBINI AMERICANI VACCINATI E BAMBINI NON VACCINATI DI ETA’ COMPRESA TRA I 6 E I 12 ANNI

Data di pubblicazione  April 24, 2017

Anthony R Mawson Professor, Department of Epidemiology and Biostatistics, School of Public Health,

Brian D Ray President, National Home Education Research Institute,

Azad R Bhuiyan Associate Professor, Department of Epidemiology and Biostatistics, School of Public Health,

Binu Jacob Former graduate student, Department of Epidemiology and Biostatistics School of Public Health, Jackson State University.

Le vaccinazioni hanno prevenuto milioni di malattie infettive, ricoveri in ospedali e morti tra i bambini degli Stati Uniti, eppure le conseguenze a lungo termine del programma di vaccinazione rimangono incerte. L’Istituto U.S. di Medicina raccomanda studi di approfondimento sulla questione.

Questo studio si prefigge:

  1. di confrontare bambini vaccinati e non vaccinati su vari tipi di condizioni sanitarie,
  2. di determinare se si trova un’associazione tra vaccinazione e eventuali e significativi disturbi dello sviluppo neurologico (NDD) .

E’ stato condotto uno studio trasversale con le mamme di bambini che hanno ricevuto un’istruzione a casa in collaborazione con organizzazioni di homeschool (scuola a casa) in quattro stati americani: Florida, Louisiana, Mississippi and Oregon. Alle madri è stato chiesto di compilare un questionario anonimo online su i loro figli biologici dai 6 ai 12 anni , considerando i fattori legati alla gravidanza, alla storia della nascita, alle vaccinazioni, alle malattie fisiche diagnosticate, ai farmaci usati e ai servizi sanitari.

I disturbi dello sviluppo neurologico, secondo le indagini diagnostiche, sono stati definiti come essere uno o più dei seguenti tre disturbi strettamente correlati: disabilità di apprendimento, ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività), e Disturbo dello spettro autistico. E’ stato formato un campione di 666 bambini, di cui 261 (39%) erano non vaccinati. I vaccinati contraevano meno dei non vaccinati la varicella e la pertosse, ma veniva loro diagnosticato con maggior probabilità polmonite, otiti, allergie e disturbi neurologici. Dopo verifiche, le vaccinazioni, il genere maschile e la nascita pre-termine sono stati significativamente associate con i disturbi dello sviluppo neurologico. Tuttavia, nel modello finale di interazione, la vaccinazione e non la nascita pre-termine è rimasta associata con il NDD (disturbo delle sviluppo neurologico), mentre l’interazione della nascita pre-termine con la vaccinazione sono state associate con un 6.6 volte in più di disturbi neurologici. 

In conclusione, i bambini vaccinati istruiti a casa avevano un tasso più alto di allergie e disturbi neurologici rispetto ai bambini non vaccinati istruiti a casa. Mentre le vaccinazioni risultavano essere significativamente associate con i disturbi neurologici dopo aver controllato anche gli altri fattori, la nascita pre-termine insieme alla vaccinazione è stata associata con una evidente crescita sinergica nelle probabilità dei disturbi neurologici. Sono necessarie ulteriori ricerche che includano campioni più vasti e indipendenti per verificare e capire questi risultati inaspettati, in maniera da ottimizzare l’impatto dei vaccini sulla salute dei bambini.

Parole chiave

Malattie acute, malattie croniche, epidemiologia, esami – valutazioni mediche, politica sanitaria,  immunizzazione, disturbi dello sviluppo neurologico, vaccinazione.

Introduzione

I vaccini sono tra i più grandi traguardi della scienza biomedica e uno degli interventi più efficaci della sanità pubblica del XX secolo. Tra i bambini americani nati tra il 1995 e il 2013, si stima che le vaccinazioni abbiano prevenuto 322 milioni di malattie, 21 milioni di ricoveri ospedalieri e 732 mila morti premature, con una riduzione complessiva delle spese di 1,38 $  mila miliardi. Circa il 95% di bambini americani nell’età della scuola d’infanzia ricevono tutti i vaccini raccomandati come richiesto dalla scuola e dall’asilo nido, atti a prevenire l’insorgenza e la diffusione di determinate malattie infettive. Progressi nella biotecnologia stanno contribuendo allo sviluppo di nuovi vaccini su larga scala.

Secondo l’attuale e raccomandato programma di vaccinazione, i bambini americani ricevono fino a 48 dosi di vaccini per 14 malattie dalla nascita all’età di 6 anni, un dato in costante crescita dagli anni 50, sopratutto da quando è stato creato il Progetto di Vaccinazione per i Bambini (Vaccines for Children program) nel 1994.

Il Progetto di vaccinazione per bambini iniziò mirando a vaccinare per nove malattie: difterite, tetano, pertosse, poliomelite, influenza Haemophilus tipo b, epatite b, morbillo, parotite e rosolia. Tra il 1995 e il 2013 sono stati aggiunti nuovi vaccini contro altre 5 malattie per i bambini dai 6 anni in giù: varicella, epatite A, patologia pneumococcica, influenza e vaccino  rotavirus.

Sebbene vengano effettuati controlli di sicurezza e immunologici nel breve termine prima di essere approvati dalla Food and Drug Administration, restano sconosciuti gli effetti a lungo termine dei vaccini individuali e dello stesso programma di vaccinazione.

Vengono attribuiti ai vaccini dei rischi di effetti avversi acuti e cronici importanti, come complicazioni neurologiche e anche la morte, ma questi rischi sono considerati così rari che il programma di vaccinazione è considerato sicuro ed efficace per praticamente tutti i bambini.

Ci sono pochi studi su ogni vaccino raccomandato per i bambini in termini di mortalità. Una eccezione, il vaccino del morbillo, è stato ritirato dopo diversi test a random nell’Africa ovest che hanno mostrato come interagisce con il vaccino della difterite, tetano e pertosse, aumentando di un significativo 33% la mortalità infantile. 

(…)

I livelli di sicurezza e gli effetti a lungo termine degli ingredienti dei vaccini come gli adiuvanti e i conservanti sono sconosciuti. Altre considerazioni includono la sicurezza e il costo – efficacia di più nuovi vaccini contro le malattie che sono potenzialmente letali per gli individui ma hanno un minore impatto sulla salute della popolazione, come il vaccino meningococco gruppo B.

La conoscenza di eventi avversi in seguito a vaccinazioni è in gran parte basato su relazioni redatte per spontanea iniziativa per il Sistema di segnalazione di eventi avversi da vaccino (VAERS) grazie a fisici e genitori. Tuttavia, il tasso di segnalazione di seri danneggiamenti da vaccino è stimato essere <1%.

Queste considerazioni portano l’Istituto di Medicina (ora Accademia Nazionale di Medicina) nel 2005 a raccomandare lo sviluppo di un piano in 5 anni per la ricerca sulla sicurezza dei vaccini attraverso il Centro per il controllo malattie e per la Prevenzione(CDC).

Nelle revisioni del  2011 e 2013 degli eventi avversi da vaccino, l’Istituto di Medicina concluse che solo pochi problemi di salute sono causati o associati ai vaccini, non trovò evidenze che il programma di vaccinazione fosse non sicuro.  Un altro studio sistematico, commissionato dall’Agenzia Usa per la Ricerca sulla Sanità per identificare mancanze di evidenza nella sicurezza del programma di vaccinazioni nell’infanzia, concluse che importanti eventi avversi in seguito a vaccinazioni fossero estremamente rari.

L’Istituto di Medicina tuttavia notò che sono necessari altri studi : per confrontare gli esiti di bambini vaccinati e non vaccinati; per esaminare gli effetti cumulativi dei vaccini sul lungo termine; le tempistiche di vaccinazione in relazione all’età e alle condizioni dei bambini; la quantità totale o il numero di vaccini somministrati in una sola volta; gli effetti di altri ingredienti dei vaccini in relazione agli esiti sulla salute; e i meccanismi di danno associati ai vaccini.

Un fattore che complica la valutazione del programma di vaccinazione è che i vaccini contro le malattie infettive hanno degli effetti generici complessi per quanto riguarda la morbilità e la mortalità che si estendono oltre la prevenzione della malattia mirata. L’esistenza di tali effetti pone una sfida all’ipotesi che vaccini individuali influenzano il sistema immunitario indipendentemente dagli altri e non hanno effetti fisiologici oltre la protezione contro il patogeno mirato. Gli effetti generici di alcuni vaccini sembrano essere benifici, mentre sotto altri aspetti appaiono aumentare la morbilità e la mortalità. Per esempio, sia il vaccino contro il morbillo sia il vaccino contro il Bacillo Calmette-Guérin , secondo quanto riportato, riduce  la morbilità e la mortalità, mentre i vaccini contro la difterite, il tetano , la pertosse, l’epatite B hanno un effetto opposto. I meccanismi responsabili di questi effetti generici sono sconosciuti ma comportano tra le altre cose: interazioni tra i vaccini e i loro ingredienti, per esempio se i vaccini sono vivi o inattivati; il vaccino più somministrato di recenti; supplementi di micronutrienti come la vitamina A; sequenze attraverso cui vengono somministrati i vaccini; e i loro effetti cumulativi e combinati.

Una controversia maggiore è la questione se le vaccinazioni giocano un ruolo nei disturbi dello sviluppo neurologico (NDD), che sostanzialmente includono le disturbi dell’apprendimento, il disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD) e disturbi dello spettro autistico (ASD). La controversia è stata alimentata dal fatto che negli Usa si sta sperimentando ciò che viene descritto come una “epidemia silente” soprattutto di neurotossicità subclinica delle sviluppo, in cui circa il 15% dei bambini soffrono di un disturbo dell’apprendimento, deficit sensoriale e ritardi dello sviluppo. Nel 1996 la prevalenza stimata di ASD era dello 0,42%. Nel 2010 era salita all‘1,47% (1 su 68), con 1 su 42 maschi e 1 su 189 femmine colpite. Più recentemente, basandosi sulla ricerca del CDC dei genitori nel 2011-2014, 2,24% dei bambini (1 su 45) si stima abbiano disturbi dello spettro autistico. (ASD). Tassi di altri disturbi dello sviluppo, tuttavia, come disturbi intellettuali, paralisi cerebrali, perdita dell’udito e deterioramento della vista, sono diminuiti o rimasti invariati. I tassi di disturbo di deficit di attenzione sono aumentati notevolmente nelle recenti decadi.

Precedenti aumenti soprattutto nei disturbi di apprendimento sono stati seguiti da tassi in decrescita, probabilmente ciò è dovuto a cambiamenti nei criteri diagnostici.

Si ritiene che la maggiorparte degli aumenti delle diagnosi dei disturbi dello sviluppo neurologico siano dovuti alla crescente consapevoleza dell’autismo e di strumenti di controllo più sensibili, e di conseguenza ecco l’aumento del numero di bambini con sintomi autistici più lievi. L’aumento diffuso a livello geografico in ASD e ADHD suggerisce un ruolo al fattore ambientale al quale sono esposti i bambini.

I prodotti chimici dell’agricoltura sono spesso oggetto di ricerca.

Un possibile ruolo che ha contribuito nell’innalzamento delle diagnosi di NDD resta sconosciuto perché mancano dati sulla salute provenienti dal confronto tra bambini vaccinati e bambini non vaccinati. Il bisogno di tali studi e suggerito dal fatto che, dalla sua creazione nel 1986, il Programma di Indennizzo da danni da vaccino ha pagato 3,2 miliardi di dollari a titolo di compensazione per danni da vaccino.

Uno studio dei casi risarciti dal Programma di indennizzo da danni da vaccino per encefalopatia indotta da vaccino e epilessia ha trovato 83 richieste  che erano state riconosciute per danni cerebrali . In tutti i casi La Corte delle diritti Federali ha notato, o indicato in accordo transattivo, che i bambini presentavano autismo o ASD. Ma allo stesso tempo, numerosi studi epidemiologici non hanno trovato un nesso tra un determinato vaccino ( in particolare il vaccino combinato di morbillo, parotite e rosolia) e l’autismo e non c’è nessuno strumento riconosciuto per cui i vaccini potrebbero causare autismo.

Un’ impresa maggiore nel confronto tra bambini vaccinati e non vaccinati è stata identificare una fonte accessibile di bambini non vaccinati, poiché la grande maggioranza dei bambini negli Stati Uniti è vaccinata. I bambini istruiti a casa (homeschool children) sono adatti a questo tipo di studi poiché una gran parte di essi sono non vaccinati in confronto ai bambini della scuola pubblica. Le famiglie che istruiscono i bambini in casa hanno un reddito mediamente uguale a quello delle famiglie con coppie sposate sul territorio nazionale, un po’ più di anni di istruzione e una media più alta di figli ( 3 figli), in confronto alla media nazionale   (2 figli). Le famiglie che danno istruzione in casa sono leggermente più presenti nel sud, circa il 23% non sono bianchi. Circa il 3% della popolazione scolastica è stata istruita a casa negli anni 2011-2012.

L’obiettivo di questo studio è stato 1) confrontare bambini vaccinati con bambini non vaccinati su un vasto campo di esiti sanitari che includono condizioni acute e croniche, utilizzo di servizi medici e sanitari, e 2) determinare se si trova un nesso tra vaccinazioni e disturbi dello sviluppo neurologico, se si, quanto il nesso resta significativo dopo aver valutato anche altri fattori in causa.

Metodi

Pianificazione dello studio

Per eseguire lo studio, è stata creata una collaborazione con l’Istituto Nazionale di Istruzione a casa (NHERI), un’organizzazione che si è occupata in ricerca nell’educazione a casa per molti anni e ha contatti forti ed estesi con la comunità di homeschool in tutto il Paese (www.nheri.org) Il protocollo di studio è stato approvato dall’Institutional Review Board of Jackson State University.

Configurazione del progetto

Lo studio è stato concepito con un’indagine incrociata di madri che istruiscono a casa sui loro figli biologici vaccinati e non vaccinati dell’età dai 6 ai 12 anni. Poiché non si dispone di recapiti sulle famiglie homeschool, non c’era una popolazione definita o una base di campionamento da cui partire e da cui trarre le percentuali.Tuttavia, l’obbiettivo del nostro studio pilota non era quello di ottenere un campione rappresentativo di bambini homeschool,, ma un campione utile di bambini non vaccinati di grandezza sufficientemente grande da analizzare.

Per la ricerca abbiamo proceduto selezionando 4 stati ( Florida, Luisiana, Mississipi e Oregon). NHERI  ha compilato una lista delle organizzazioni di homeschool in tutto il territorio nazionale e locale, totalizzando 84 in Florida, 18 in Louisiana, 12 in Mississippi e 17 in Oregon. I primi contatti sono stati presi nel Giugno 2012. NHERI ha contattato i dirigenti di ogni organizzazione sul territorio nazionale attraverso email per chiedere la loro collaborazione.

Una seconda email è stata spedita, spiegando l’obbiettivo e il contesto dello studio che i dirigenti avrebbero comunicato ai membri dell’organizzazione. Abbiamo messo a disposizione un link a un questionario online nel quale non era richiesta nessuna identificazione personale. Poiché i nostri fondi erano limitati a 12 mesi, desideravamo ottenere più risposte possibili, contattando le famiglie solo indirettamente attraverso le organizzazioni di homeschool.

Abbiamo chiesto alle madri biologiche dei bambini tra i 6 e i 12 anni di essere intervistate per organizzare la raccolta dei dati e per includere i dati legati ai fattori della gravidanza e la storia della nascita che sarebbero potuti essere collegati alla situazione attuale della salute del bambino. La fascia d’età 6-12 anni è stata scelta perchè la maggiorparte delle vaccinazioni raccomandate sarebbe stata già eseguita.

Selezione e consenso informato

Ai responsabili delle homeschool è stato chiesto di firmare un consenso da parte delle loro organizzazioni e di fornirci il numero delle famiglie. A chi non rispondeva é stato spedito un secondo avviso ma in pochi ci hanno fornito le informazioni richieste. Tuttavia, in seguito alle chiamate dei dirigenti, tutti erano a conoscenza dello studio. Sia la lettera alle famiglie, sia le domande dell’indagine erano state redatte in maniera neutrale sul tema vaccini. La nostra lettera ai genitori iniziava:

“ Cari Genitori,

Questo studio riguarda una questione molto attuale sulla salute: consiste nel comprendere se le vaccinazioni sono legate in qualche modo alla salute dei bambini nel lungo periodo. Le vaccinazioni sono una delle più grandi scoperte in medicina, tuttavia ancora conosciamo poco sul loro impatto nel lungo termine.

L’obbiettivo di questo studio è quello di valutare gli effetti delle vaccinazioni confrontando bambini vaccinati e non vaccinati, in modo da valutare le conseguenze maggiori sulla salute…”

Agli intervistati è stato chiesto di indicare il loro consenso alla partecipazione, di fornire lo Stato da cui provenivano il codice zip di residenza e di confermare che avevano dei figli biologici tra i 6 e i 12 anni. La compagnia di comunicazione Qualtrics (http://qualtrics.com) ha ospitato la ricerca nel suo sitoweb.

Il questionario includeva solo risposte chiuse che richiedevano risposte si / no, con il fine sia di aumentare il numero di risposte e la percentuale di compilazione dell’intervista.

Un certo numero di madri volontarie di bambini istruiti a casa promossero lo studio all’interno delle loro cerchie di contatto. Una parte di organizzazioni sul territorio nazionale furono d’accordo per promuovere lo studio negli Stati scelti. L’intervista rimase online per 3 mesi nell’estate 2012. Non ci sono stati fondi disponibili per completare la ricerca, nè ci sono stati proposti incentivi finanziari.

Definizioni e misure

Lo stato delle vaccinazioni è stato classificato come “non vaccinato” (per esempio: per chi non ha effettuato nessuna precedente vaccinazione), “parzialmente vaccinato” (per chi ha ricevuto alcune ma non tutte le vaccinazioni raccomandate) e “pienamente vaccinato” (per chi ha effettuato tutte le vaccinazioni raccomandate per la sua età).

Queste categorie sono state sviluppate sulla premessa che ogni effetto a lungo termine dei vaccini sarebbe stato più evidente nei pienamente vaccinati che nei parzialmente vaccinati e raro o assente nei non vaccinati.

Alle madri è stato chiesto di utilizzare i libretti vaccinali per indicare i vaccini raccomandati e le dosi che i bambini avevano ricevuto. Le date delle vaccinazioni non sono state richieste per non sovraccaricare il lavoro degli intervistati e ridurre il rischio di informazioni imprecise; non abbiamo neanche chiesto su effetti avversi in relazione ai vaccini, poichè non faceva parte del nostro obbiettivo. Non abbiamo chiesto informazioni sulle date delle diagnosi perché le malattie croniche insorgono spesso gradualmente e passa tempo prima dell’insorgere dei sintomi. Poiché molte vaccinazioni sono state somministrate prima dei 6 anni, la vaccinazione dovrebbe precedere il riconoscimento e la diagnosi della maggior parte delle condizioni croniche.

Inoltre alle madri è stato chiesto di indicare in una lista di più di 40 malattie acute e croniche tutte quelle per le quali il loro bambino o bambini avesse ricevuto una diagnosi da un medico. Altre domande richiedevano l’utilizzo dei servizi sanitari e le procedure, controllo dentario, visita per malattia dal medico, la durata dell’ attività fisica svolta dal bambino (numero di ore in cui il bambino svolge intensa attività fisica in una settimana normale), numero di fratelli, sorelle, struttura familiare (madre e padre che vivono a casa, divorziati, separati), reddito familiare e / o livello di istruzione della madre e del padre e interazioni sociali con i bambini fuori casa (per esempio quantità di ore trascorse a giocare in contatto con bambini fuori dalla casa).

Domande specifiche per la madre incluse le condizioni legate alla gravidanza e alla storia della nascita, uso di farmaci durante la gravidanza e esposizione a un ambiente negativo (definito con “ abitare a una distanza di 1-2 miglia da una fabbrica, da discariche di prodotti pericolosi o fabbrica di lavorazione legname).

NDD, una categoria diagnostica che è stata definita per avere almeno una o più delle seguenti diagnosi strettamente correlate e sovrapposte: disturbo di apprendimento, disturbo da deficit di Attenzione / iperattività (ADHD) e disturbo dello spettro autistico (ASD).

Risultati

Caratteristiche Socio – Demografiche di partecipanti

Le informazioni contenute in 415 questionari hanno fornito dati su 666 bambini istruiti a casa. La Tabella 1 mostra le caratteristiche dei partecipanti all’indagine. Le madri di età media 40 anni erano in granparte bianche, laureate, con redditi tra i 50,000 $ ai 100,000 $, cristiane e sposate. Le ragioni dell’istruzione a casa per la maggiorparte dei partecipanti (80-86%) era un contesto morale, una migliore relazione familiare o per stare più a contatto con il loro figlio o figli.

Table 1. Caratteristiche dei partecipanti

 

Età media

40,59

Numero (%)

Razza

Bianca

382 (92,5%)

Non bianca

21 (7,6%)

Totale

413

Istruzione

Scuola superiore o meno

35 (8,5%)

Università

114 (27,5%)

Laurea

187 (45,3%)

Studi Post-Laurea

78 (18,5%)

Totale

414

Reddito Lordo

< $ 49.999

123 (30,8%)

$ 50.000 – 100.000

182 (45,5%)

> $100.000

95 (23,8%)

Religione

Cristiana

375 (91,2%)

Non Cristiana

36 (8,8%)

Stato civile

Sposata

386 (93,7%)

Non sposata

26 (6,3%)

I bambini erano prevalentemente bianchi con una leggera preponderanza di femmine (52%) e con un’età media di 9 anni. Considerando lo stato vaccinale, 261 (39%) erano non vaccinati, 208 (31%) erano parzialmente  vaccinati e 197 (30%) avevano ricevuto tutte le vaccinazioni raccomandate. Tutte le analisi statistiche sono basate su questi numeri.

Malattie acute  – Table 2

I bambini vaccinati che comprendono quelli parzialmente e totalmente vaccinati avevano preso la varicella e la pertosse in maniera significativamente minore rispetto ai non vaccinati e in maniera minore ma non così significativa la rosolia.

Tuttavia i vaccinati avevano contratto in maniera significativa molto più dei non vaccinati otiti e polmoniti. Non sono state riscontrate significative differenze per l’epatite A o B. febbre alta nei 6 mesi precedenti, morbillo, parotite,, meningite (virale o batterica), influenza o rotavirus. (Table 2)

Table 2. Situazione vaccinale e esiti sanitari – condizioni acute

Vaccinati (405)

Non vaccinati (261)

totali (666)

Chi-quadro

valore P

Rapporto

Varicella

SI

32 (7,9%)

66 (25.3%)

98 (14.7%)

38.229

 < 0.001

0.26 (0.2 – 0.4)

NO

373 (92.1%)

195 (74.7%)

568 (85.3%)

Otite

SI

80 (19.8%)

16(5.8%)

96 (14.4%)

26.643

< 0.001

3.8 (2.1 – 6.6)

NO

325 (80.2%)

245 (94,2%)

507 (85.6%)

Polmonite

SI

26 (6.4%)

3 (1.2%)

29 (4.4%)

10.585

< 0.001

5.9 (1.8 – 19.7)

NO

379 (93.6%)

258 (98.8%)

637 (95.6%)

Pertosse

SI

10 (2.5%)

22 (8.4%)

32 (4.8%)

12.326

< 0.001

0.3 (0.1 – 0.6)

NO

395 (97.5%)

239 (91.6%)

634 (95.2%)

Rosolia

SI

1 (0.3%)

5 (1.9%)

6 (0.9%)

4.951

0,037

0.1 (0.01 – 1.1)

NO

404 (99.6%)

256 (98.1%)

660 (99.1%)

Malattie croniche (Table 3)

Ai  bambini vaccinati , molto più significativamente che ai bambini non vaccinati, sono state diagnosticate : riniti allergiche e altre allergie, eczemi e dermatiti atopiche, disturbi dell’apprendimento e disturbi dello neuro-sviluppo  e altre malattie croniche. Non sono state osservate differenze significative per quanto riguarda il cancro, la fatica cronica, la malattia di Crohn’s, depressione, diabete tipo 1 e 2, encefalopatie, epilessia, perdita udito, pressione alta, infiammazione intestinale, artrite reumatoide giovanile, obesità, epilessia, sindrome di Tourette.

Table 3.

Malattie croniche

Vaccinati (405)

Non  vaccinati (261)

Chi – Square

Valore P

Rapporto

Rinite allergica

SI

42 (10.4%)

1 (0.4%)

2.621

< 0.001

30.1

(4.1 – 219.3)

NO

363 (89.6%)

260 (99.6%)

Allergie

SI

90 (22.2%)

18 (6.9%)

2.944

< 0.001

39 (2.3 – 6.6)

NO

315 (77.9%)

243 (93.1%)

ADHD

SI

19 (4.7%)

3 (1.0%)

NO

386 (95.3%)

258 (99.0%)

623

0,013

4.2

(1.2 – 14.5)

ASD

SI

19 (4.7%)

3 (1.0%)

6,23

0,013

4.2

(1.2 – 14.5)

NO

386 (95.3%)

258 (99.0%)

Eczema

SI

38 (9.5%)

9 (3.6%)

8,522

0,035

2,9 (1,4 – 6,1)

NO

367 (90.5%)

252 (96.4%)

Disturbo apprendimento

SI

23 (5.7%)

3 (1.2%)

8,6803

0,003

5,2 (1,6 – 17,4)

NO

382 (94.3%)

258 (98.9%)

Disturbo neuro-sviluppo

SI

42 (10.5%)

8 (3.1%)

NO

313 (89.5%)

253 (96.9%)

Qualsiasi condizione cronica

SI

178 (44.0%)

65 (24.9%)

248.456

< 0.001

2,4 (1,7 – 3,3)

NO

227 (56.0%)

196 (75.1%)

Confronto tra Vaccinazione parziale e vaccinazione totale

I bambini parzialmente vaccinati hanno una posizione intermedia tra i totalmente vaccinati e i non vaccinati per quanto riguarda molte ma non tutte le condizioni sanitarie. Per esempio, come mostrato nella tabella 4, i parzialmente vaccinati hanno una posizione intermedia in termini di riniti allergiche, ADHD, eczemi e disturbo dell’apprendimento.

Tabella 4

Differenza di genere nelle malattie croniche

Tra i vaccinati (prendendo insieme i bambini vaccinati e parzialmente vaccinati), i maschi molto più significativamente che alle femmine, sono state diagnosticate condizioni croniche, in maniera significativa per le riniti allergiche e i disturbi dello sviluppo neurologico.

Tabella 5

Uso di farmaci e dei servizi sanitari

I vaccinati (unendo i parzialmente e i totalmente vaccinati) in maniera più significativa che i non vaccinati, usano farmaci per allergie, hanno usato antibiotici negli ultimi 12 mesi e hanno usato farmaci per la febbre almeno una volta. I vaccinati hanno avuto visite mediche per  un controllo di routine negli ultimi 12 mesi e hanno visitato un dottore o una clinica a causa di malattia nell’ultimo anno e hanno passato più di una notte in ospedale.

Tabella 6

Fattori associati ai disturbi dello sviluppo neurologico

Il secondo obbiettivo dello studio mirava a uno specifico esito sanitario ed è stato designato per determinare se la vaccinazione era associata con i disturbi della sviluppo neurologico (NDD) e , se sì, se l’associazione si presenta significativa dopo aver escluso altri fattori. Come già menzionato, a causa di un numero relativamente piccolo di bambini con specifiche diagnosi, il dato NDD è ottenuto unendo i bambini con una o più diagnosi di ASD, ADHD e disturbo dell’apprendimento. La stretta associazione e la sovrapposizione di queste diagnosi nello studio è mostrata nella figura qui sotto (Figure 1). La figura mostra che il gruppo singolo più grande tra le diagnosi era il disturbo di apprendimento (15) seguito da ASD (9) e ADHD 9, con numeri più piccoli che comprendo le combinazioni delle 3 diagnosi.

Figura 1

Conclusione

La forza e la consistenza dei risultati, la relazione tra dose e risposta tra lo stato vaccinale e diverse forme di malattie croniche e la significativa associazione tra la vaccinazione e i disturbi dello sviluppo neurologico, sostengono la possibilità che alcuni aspetti dell’attuale programma di vaccinazione potrebbe contribuire al rischio di condizioni patologiche nell’infanzia. Le vaccinazioni inoltre restano significativamente associate con NDD dopo aver controllato l’interazione con altri fattori, come la nascita pre-termine, a lungo considerata come il maggior fattore di rischio per NDD. In più, la nascita pre-termine associata alla vaccinazione presenta una crescita sinergica di probabilità di NDD.

Tuttavia, i risultati devono essere interpretati con cautela. Sono necessarie ricerche addizionali per confrontare i risultati con progetti più grandi. Questo tipo di ricerche sono essenziali per ottimizzare l’impatto delle vaccinazioni sulla salute dei bambini.

Conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non hanno nessun interesse finanziario che possa influire su qualche aspetto dello studio.

Disclaimer

Questo studio è stato approvato da Institutional Review Board of Jackson State University e completato a cura del Dr. Mawson alla Jackson University

Traduzione da:

http://www.oatext.com/Pilot-comparative-study-on-the-health-of-vaccinated-and-unvaccinated-6-to-12-year-old-U-S-children.php